MP3 vs FLAC: Abbandonare il formato MP3. Scelta sensata?

Come memorizzo la mia musica? Il classico MP3 o, visto che ho tanto spazio da perdere, in un formato lossless (senza perdita di qualità)?

Da ormai tanto tempo, ho letteralmente abbandonato il formato MP3.
Non è che abbia fatto dei test seri con formati lossy e lossless per arrivare a questa conclusione, ma mi sono basato su confronti diretti sul campo tra dei file MP3 e FLAC.

Per iniziare, linko un articolo su AVMagazine molto interessante che ci può schiarire le idee.

Soffermiamoci sul confronto tra MP3@320kbs e FLAC. Cito una parte di testo:

[…] in alcuni casi abbiamo avuto difficolta a riconoscere il file MP3 da quelli FLAC e WAV, le differenze sono veramente ridotte ed in alcuni casi trascurabili. […] parecchie persone potrebbero essere tratte in inganno e pensare di ascoltare un WAV o un FLAC. […]

Teniamo presente che non sempre ad un elevato bitrate si ha la massima qualità; è possibile che un MP3 ad un bitrate medio (es. 192 kbs) sia qualitativamente migliore di uno a 320.
Questo perchè anche il codificatore usato fa la sua parte.
Inoltre non va trascurato il tipo di bitrate:

  • CBR: il codificatore assegna un bitrate costante per tutti i frame che compongono il file;
  • ABR: viene assegnato un bitrate medio, ricavato in base alla complessità dei suoni nel file;
  • VBR: il bitrate è variabile per ogni frame, ricavato in base alla complessità dei suoni nel frame.

Il frame è l’unità minima che compone un file MP3, contenente un header ed un blocco di dati.
Un insieme di frame forma uno Stream Elementare.

Oltre a queste caratteristiche, va precisato che il formato MP3 taglia le frequenze non udibili dall’orecchio umano, ovvero inferiori a 20 Hz e superiori a 20 KHz).

Detto questo, l’MP3 sarebbe il formato ideale, no? Taglia le frequenze inutili, assegna il bitrate in base a quanto è complessa la nostra musica e ci fa risparmiare moltissimo spazio.

Eppure, c’è qualcosa di diverso in questi bei piccoli file…

Nell’articolo su AVMagazine l’autore scrive che c’è poca ambienza, ovvero il riverbero generato dall’ambiente circostante.

Quindi vorrei collegare una mia osservazione alla sua: è forse possibile che ascoltanto un file FLAC (o comunque lossless), le frequenze non tagliate conferiscano qualità nell’insieme?
Mi spiego meglio: esiste un fenomeno di ambienza prodotto dal riverbero di queste frequenze non tagliate?

Vi lascio con questa domanda…

EDIT 03/12/2013

L’immagine mostra un’analisi di spettro tra il file FLAC originale e due MP3 rispettivamente a 320 kbs e 192 kbs, codificati con LAME.

L’analisi è stata effettuata con il software Spectro.

Confronto analisi di spettro tra FLAC e MP3

Davide

Fondatore ed Autore at FortyZone
Diplomato nel 2015 in Informatica. Studio Informatica alla Sapienza di Roma. Ho diversi interessi e passioni, tra cui musica, cinema, sviluppo software e web, SEO e digital marketing. Ah, suono il basso.